Questa volta c’è poco da fare. Il Potenza è scappato dalle mani delle inseguitrici ed è volato via. Otto punti a quattro giornate dal termine sono tanti, ma proprio tanti. Giusta la cautela del presidente Caiata a fine gara col Gravina, perché in fondo la palla è rotonda e non si sa mai e poi perché fa parte del rituale scaramantico ma arrivati a questo punto si deve solo mettere a segno il match point e godersi finalmente in ritorno in serie C.

Per il momento non possiamo fare altro che alzarci in piedi e applaudire i ragazzi di mister Ragno che ancora una volta hanno dimostrato di essere una squadra completa, sempre competitiva, con un unico obiettivo: affrontare le partite con la consapevolezza di essere i più forti di un girone che li ha visti protagonisti per 30 giornate.

Anche a Gravina i rossoblu hanno imposto il loro gioco e la loro legge, conducendo una gara praticamente perfetta, con pochissimi rischi corsi e tante occasioni create.

La supremazia dei potentini ha addirittura costretto l’arbitro a trasformare un nettissimo calcio di rigore in una punizione dal limite per evitare che la partita finisse dopo appena mezz’ora di partita. Poco male, è bastato il gol di Siclari, realizzato grazie a un millimetrico lancio di Esposito per Coccia che ha controllato la palla con la delicatezza di una nutrice per poi servirla all’accorrente Siclari, con la scritta “basta spingere”.

Ormai Esposito e compagni sanno come condurre in porto le gare anche con il minimo vantaggio. Quarta vittoria in cinque incontri per 1 a 0, con quattro marcatori diversi, altro punto di forza del Potenza: 73 gol realizzati e 16 uomini andati a segno, che tradotto significa 23 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte e una Cavese sempre più lontana tanto da apparire come un puntino all’orizzonte.

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