di Pasquale Scarano

E’ stata una vittoria marpiona quella del Potenza contro il Siracusa, ottenuta in maniera cinica, spietata sotto rete, ma estremamente fisica e arrabattata nella costruzione del gioco, nel quale sono mancate lucidità e qualità peer la conduzione delle operazioni.

Nella zona che conta il match è stato un continuo azzuffarsi dei due contendenti su ogni pallone; calcio all’inglese di una volta, direbbe qualcuno, ma la percentuale d’errore nei passaggi è stata decisamente elevata, talvolta con palloni lunghi, gettati nel mezzo, preda delle attente difese. Se i leoni hanno risentito sicuramente dell’incontro con la Reggina, gli eretusei hanno dimostrato tutte le carenze di una formazione dal non eccelso tasso tecnico, che ha badato a non prenderle fin dall’inizio, schierandosi con un 4-5-1 estrememente abbottonato. A guardia della propria porta i leoni ammansiti presentavano Crispino, protetto da 4 difensori in linea: Daffara, Di Sabatino, l’ex Bertolo e Bruno. In mezzo al campo Fricano e Palermo mediani d’impostazione, con Del Col e Souarè sugli esterni e Catania come trequartista, spesso risucchiato a difendere, mentre in attacco vagava il solitario Vazquez, alla disperata ricerca di palloni che non arrivavano mai.

I leoni ruggenti invece, pur attestandosi con un equilibrato 3-5-2, cercavano sin dal principio di fare la partita mettendo Breza tra i pali, difeso dalla triade centrale Giosa, Emerson e Sales, portando in percussione sugli esterni Coccia e Sepe, con Dettori, Ricci e Piccinni addetti alla costruzione, e punte offensive Genchi e Lescano.

Il primo game cominciava con una fase d’osservazione per entrambe le formazioni, i leoni pressavano in zona d’attacco e Genchi servito da Emerson, impegnava Crispino con un tiro dalla media distanza. Sette minuti dopo, da un cross tagliato di Sepe, Piccinni calciava al volo con acrobatica deviazione in angolo di Crispino.

Bisognava attendere il 23° per annotare un altro episodio che vedeva Palermo involarsi sull’out e crossare per la testa di Sourè, il colpo del quale sfiorava il 2° palo della porta di Breza.

Successivamente, dopo una fase dormiente, i leoni danno la scossa ed al 35°, dopo uno scambio a centrocampo il pallone perveniva a Genchi pronto a servire Ricci al vertice dell’area, fulmineo a concludere in rete con una rasoiata sul 2° palo, dove Crispino non poteva arrivare. 1 a 0 per il Potenza, dunque, e il 1° game che terminava con questo risultato.

Nel secondo tempo, al 9°, gli azzurri cercavano di reagire con un violento tiro di Vazquez da circa 30 metri, senza alcun problema per Breza, al quale in realtà, i pitagorici non riuscivano ad avvicinarsi per concludere.

Solo al 13° Di Sabatino, difensore centrale a caccia di gloria, sul palla inattiva, lisciava completamente il pallone in piena area di rigore. Bisognava attendere il 24° per la chiusura del match, quando Vazquez arretrato a difendere, stendeva quasi al limite dell’area il vivace Matera, che aveva rilevato Dettori, consentendo allo specialista Emerson di battere un calcio di punizione imprendibile per Crispino. 2 a 0, quindi, per i potentini, i quali, a parte un’incursione di Longo (subentrato a Ricci) dopo un bel dribbling colpiva il montante esterno della porta avversaria, controllavano il match fino al termine con estrema tranquillità, senza concedere nulla all’avversario.

E’ evidente, comunque, che nonostante il successo, il leoni sono da rivedere, in vista del rientro di alcuni titolari, ma soprattutto per l’assenza d’impegni infrasettimanali, che spremono energie fisiche e mentali. In questa circostanza, per gli uomini di mister Raffaele, era indispensabile cogliere il successo, per proiettarsi nel gotha della classifica. Per i pitagorici, invece, considerando i valori tecnici dell’organico di mister Raciti, i tempi si prospettano piuttosto magri, con una dura lotta per la sopravvivenza che si profila all’orizzonte.

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