Sembrava fatta per il Potenza, 2 a 1 e solo tre minuti da giocare, e invece su un rinvio sbagliato di Bacio Terracino prende il via l’azione che portava Francesco Russo a rovinare la festa ai rossoblu. I tre punti in più che già brillavano nella classifica potentina e che rafforzavano in maniera consistente la quinta posizione lucana, si spengono d’un tratto assieme al sorriso dei tifosi. Le sfide con Leonzio di questa stagione a quanto pare dovevano andare così, farcite dalla beffa finale di una rete segnata a tempo scaduto.

Eppure il Potenza scende in campo con una certa buona determinazione, sicuro di avere le gambe più fresche dopo le “ferie pagate” di domenica scorsa. E le cose sembrano mettersi davvero bene quando anche Ferrini, il bomber castigatore del Monopoli, è costretto a uscire dopo soli 10 minuti per infortunio. França e Genchi inoltre sembrano in palla e proprio il barbuto attaccante rossoblu, all’11°, apre bene per Dettori che disegna uno splendido cross su cui arriva Piccinni in piena corsa, ma il colpo di testa finisce di poco fuori dallo specchio.

Al 15° ancora il Potenza chiude un bel triangolo Genchi – Dettori – Genchi con un tiro che sembra scheggiare l’incrocio dei pali.

Insomma il Potenza c’è e sembra volere comandare il gioco. E invece è il Leonzio a passare al 25° con un colpo di testa di Laezza su calcio d’angolo. La nebbiolina che staziona sul Viviani crea un’atmosfera da film horror, perfetta per l'espressione atterrita, tipo “urlo di Munch”, apparsa all'improvviso volti dei tifosi di casa.

Il gol manda un po’ in confusione il Potenza che vede svanire tutte le sue certezze, e il gioco, già poco brillante della prima mezz’ora, diventa sempre più prevedibile con i soliti lanci lunghi, passaggi sbagliati, controlli imprecisi tipici della squadra che non sa come sbrogliare la matassa. Il gioco del Leonzio invece brilla eccome. I siculi sono molto più rapidi, con pochi passaggi sono da una parte all'altra del campo e riescono a imbastire sempre trame pericolose anche se alla fine manca l’ultimo passaggio o il controllo decisivo.

I padroni di casa sperano almeno di sfruttare i calci piazzati e così al 41° Emerson su punizione, dalla classica distanza proibitiva, prova a mettere paura a Pane, ma il suo tiro finisce sul fondo. Allo scadere ci prova anche Dettori da dentro l’area dopo aver controllato un cross di Sepe, ma il suo tiro è lento e il portiere para.

Il primo tempo finisce con un Potenza poco lucido, bisognoso di un tè caldo e di una seduta dallo psicologo.

Nella ripresa Raffaele corre subito ai ripari, fuori Sales e Piccinni, dentro Longo e Coccia per ravvivare gli smorti colori rosso-blu visti nei primi 45 minuti. E sono proprio loro i protagonisti di questa parte di gara correndo come dannati sulle fasce. Il Leonzio subisce il cambio di marcia dei ragazzini terribili; Longo in cinque minuti subisce quattro falli e fa scattare due ammonizione per i leontini. Al 63° tocca a Coccia mettere nei guai la difesa bianconera, oggi gialla, procurandosi un rigore molto discusso dagli ospiti.

Sulla palla va França che glaciale come lo può essere solo un brasiliano che vive a Potenza, spiazza Pane. Adesso è proprio un’altra partita. Al 70° tacco geniale di Longo che smarca França in area, ma il carioca non riesce a scavalcare il portiere in uscita, sulla ribattuta Genchi calcia alto.

Al 72° entrano Russo (il castigatore) e Gammone (il venosino) al posto di Rossetti ed Esposito.

La partita vive la tradizionale fase di stanca nell’attesa di qualche colpo risolutore che puntualmente arriva. Sempre Longo s’invola verso l’area avversaria ma viene steso sulla mattonella perfetta per Emerson. L’altro sudamelucano calcia col suo sinistro da Harry Potter e infila ancora una volta alla sinistra del portiere.

E’ l’80° e sembra fatta per il Potenza, anche se il Leonzio si butta all’arrembaggio con tanto di bandiera pirata e benda sull’occhio gettando nella mischia anche Vitale a cui mister Raffaele prova a rispondere con l’ingresso in campo di Ricci, Di Somma e Bacio Terracino ("Massì, abbondandis in abbondandum", avrebbe detto Totò) per dare tregua a Guaita (oggi meno esplosivo del solito), Dettori e Genchi.

Quando ormai il Potenza è in vista del traguardo della terza vittoria consecutiva ecco apparire il semaforo “Russo” azionato da una frittatona di Bacio Terracino che nel tentativo di allontanare il pallone lo butta sui piedi di Marano, sugli sviluppi dell’azione la sfera finisce in area dove si trova tutto solo l’attaccante bianconero, forse in fuorigioco, che non deve far altro che piazzarla alle spalle di Breza.

La partita finisce così. 2 a 2, tredicesimo pareggio e tanti rimpianti per i rossoblu che per la settima volta in questo campionato si fanno raggiungere dopo essere passati in vantaggio. Se vogliamo però guardare il bicchiere mezzo pieno allora dobbiamo pensare al decimo risultato utile consecutivo e al fatto che i ragazzi di Raffaele sono ancora imbattuti in questo 2019.

Domenica arriva il Bisceglie, non sono ammessi passi falsi questa volta, anche col rosso bisognerà passare.

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