di Pasquale Scarano


La storia racconta la drammatica caduta di Fort apache, per mano dei terribili guerrieri di capo Cochise, dopo un assedio costante e battagliero, che aveva visto gli uomini del generale Carleton, nonostante l'ardimento dei combattenti, rischiare per ben 5 volte la capitolazione della palizzata eretta a propria difesa. All'ultimo assalto il crollo delle difese, incapaci di sostenere l'impeto degli apache chiricahua di Chocise, che sfondavano le barriere erette dai soldati conquistando la piazzaforte militare. Ed è così che s'è svolta la battaglia calcistica tra Potenza e Picerno, 1° derby di serie C, dove gli indiani di Raffaele imponevano il proprio gioco, attaccando sin dai primi minuti, gestendo con raziocinio il pallone e puntando ad improvvise accelerazioni che mettevano in difficoltà la difesa delle leonesse. Quest'ultime giostravano compatte, estremamente corte, attente e pronte a ripartire in veloci contrassalti, neutralizzati dagli interddittori potentini,che smorzavano sul nascere le iniziative degli avversari.

I soldati di Giacomarro si presentavano con un prudente 3-5-2, dove il portiere Pane era difeso dal trio Caidi, Fontana ed uno degli ex di turno Bertolo; in mezzo al campo Vrdoljak, Pitarresi e Calamai, pericoloso in qualche contropiede, cercavano di venir fuori dall'assedio palla al piede,sostenuti sugli outs da Guerra e Vanacore, ma senza fornire alle 2 punte Esposito e Santaniello opportunità di minacciare la porta potentina. I leoni, dal loro canto, erano votati all'offensiva con il solito 3-4-3 raffaeliano che vedeva Breza tra i pali protetto dal pacchetto difensivo formato da Sales, Giosa ed Emerson; a centrocampo Ricci (alquanto opaco) e capitan Dettori (inesauribile) cercavano di tessere le fila della manovra, con l'appoggio di Viteritti, (un po' in ombra) e Sepe, che cercavano il movimento sugli esterni, per mettere in moto le ali Isgrò e Ferri -Marini e catapultare palloni verso un vivacissimo e scattante Murano.

Dopo una iniziale fase di studio ed un'inutile sortita del pericoloso Calamai, i leoni, con Ferri-Marini e Murano, quest'ultimo murato dal limite, tentavano di colpire al 14° con Isgrò, pescato da un bel lancio di Giosa, il quale involatosi in area sciupava grossolanamente sul fondo e, poi, un minuto dopo, da un lancio di Emerson, Murano in scivolata anticipava il portiere e sfiorava il palo. Due occasioni clamorose non concretizzate d'un niente dai padroni di casa, mentre gli uomini della torre restavano a guardare. Ma i leoni insistevano e dal 20° al 22°, una punizione di Dettori sfiorava l'incrocio, ed un tiro a volo di Murano, servito da Viteritti in piena area, veniva calciato troppo debolmente tra le braccia di Pane.

I rossoblù di casa, quindi, diventavano leziosi e si concedevano 4 inutili colpi di tacco (Dybala docet) in 10 minuti, poi, d'improvviso su un cross tagliato di Dettori in piena area coglieva Viteritti, pronto a colpire di testa, ma alquanto impreciso, su un pallone estremamente invitante. Mentre il Picerno provava a contrattaccare con un solitario Calamai, il Potenza chiudeva il 1° game con un insoddisfacente 0-0, dopo aver sprecato inopinatamente almeno 5 occasioni per abbattere il fortino eretto dagli uomini di Giacomarro. Le opportunità da rete i leoni le hanno avute nonostante il Picerno avesse sempre un uomo in più a centrocampo; il modulo scelto da Raffaele, ultra-offensivo, nonostante l'handicap dell'uomo in meno in mezzo al campo, era riuscito a mettere in condizione i suoi di utilizzare i pochi spazi per gli inserimenti per minacciare la porta delle leonesse, le quali non erano riuscite a chiudere tutte le zone del campo agli avversari.

Nel 2° game, dopo 10 minuti di noioso tran-tran, al 12° Bertolo, tra i migliori dei suoi, da una ventina di metri menava un bolide che sfiorava la traversa della porta difesa da Breza. Per un ¼ d'ora sembrava che le leonesse si fossero scosse dal torpore dopo i rischi subiti nel 1° tempo, ma era solo un'impressione, perchè, dopo il tentativo di sorprendere l'avversario, le leonesse arretravano il proprio baricentro, per imbottigliare Murano ed i neo-entrati Coccia e Franca. Ma neanche con l'ingresso di Carlitos e Vuletich i rossoblù riuscivano a forzare lo sbarramento, attraverso una serie infinita di cross prevedibili, respinti da un avversario sempre più asserragliato. Poi al 48° del 2° game una punizione micidiale del vecchio Emmy costringeva Pitarresi, nel tentativo d'anticipare Franca, ad un'inzuccata all'indietro, che s'adagiava in rete all'altezza del 2° palo. Il Viviani esplodeva di un entusiasmo irrefrenabile, per i suoi inarrestabili apache, che agguantavano all'ultimo istante la vittoria. Largo alle lodi, dunque, ma per il futuro si spera in un maggiore cinismo e cattiveria sotto porta.

 

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