di Pasquale Scarano

Altro che blasone d'Egitto, altro che titoli nobiliari mesopotamici, la “noblesse oblige” della serie C, ovvero il Catania, invece di dare lustro alla propria tradizione calcistica, si trasforma in una provinciale micragnosa di gioco e di idee, badando solo a non prenderle.

Mettendo il lucchetto alla propria porta, gli etnei hanno conquistato un sudatissimo pareggio, realizzando un goal, con l'unica conclusione verso la porta, degna di tal definizione, effettuata nel 1° tempo.Gli elefanti hanno giocato con 11 uomini dietro la linea della palla, con rinvii alla “evviva il parroco” e con respinte “a candela” e “alla Blason“ (libero della Triestina di Nereo Rocco) degne del miglior verbo catenacciaro italiano. Tutto questo alla faccia del decantato e pirotecnico 4-3-2-1 di mister Sottil, che non ha guardato tanto per il ...sottile, pur di raggiungere un risultato che, obiettivamente, facilita il compito dei siciliani per la gara di andata.

Il Potenza, al contrario, sotto di un goal dopo 8 minuti, dopo aver accusato la botta dello svantaggio, ha cercato di fare sempre la partita, con i propri limiti, ma sempre continuamente e generosamente all'attacco, nonostante le assenze di Giosa, Coccia e Piccinni, con un Franca al 50%, capace, nella ½ ora in cui è stato impegnato, di andare ancora a segno in zona Cesarini, regalando il pareggio ai leoni.Dando uno stralcio alla situazione tattica, i rossazzurri presentavano Pisseri tra i pali, protetto, da destra a sinistra, da Calapai e marchese terzini, Silvestri ed Aya centrali difensivi, quindi, in mezzo al campo Bucolo, Rizzo e Biagianti elementi molto muscolari, Sarno fantasioso ¾ , con Di Piazza e Marotta alla ricerca del goal.

I rossoblu rispondevano con un offensivo 3-4-3, schierando Ioime in porta difeso dal pacchetto arretrato composto da Sales, Emerson e Sepe, Dettori e Matera in zona pensante, sostenuti sugli outs da Coppola e Panico, mentre in attacco giostravano Guaita, Lescano e Ricci. Nel 1° game i leoni cominciavano a spron battuto, mettendo in difficoltà gli elefanti, quando, da una proiezione di Coppola, Ricci serviva Lescano, il quale con un pallonetto impegnava seriamente Pisseri. Quindi al 7° Sales si complicava la vita regalando agli etnei un corner, sugli sviluppi del quale Sarno imbeccava, con un delizioso pallone, la testa di Di Piazza, pronto ad incornare in rete per il vantaggio.I rossoblu restavano tramortiti e, dopo alterne ed inconcludenti fasi di gioco, ancora con Lescano pescato da un cross di Panico, mettevano Pisseri in condizione di esaltare le proprie virtù paratorie. Il Potenza attaccava senza riuscire a colpire ed a raddrizzare il match che si concludeva sull'1-0 per gli Etnei.

Nel 2° game Raffaele provvedeva a sostituire Ricci e Matera, entrambi insoddisfacenti nelle prestazioni, passando con l'ingresso di Genchi e Longo, dallo squilibrato 3-4-3 ad un più consono, pur dovendo attaccare per raggiungere il pari,4-4-2; con questa mossa del tecnico potentino, veniva leggermente arretrato Panico, con Longo esterno di centrocampo, e schierato più indietro anche Guaita come esterno dalla parte opposta, per consentire lo spostamento di Coppola come interno incontrista capace di bloccare i fantasisti rossazzurri. Nella 2° frazione i leoni premevano, ma trovavano spazi intasati dove muoversi, e si affidavano, con poca fortuna, alle conclusioni dalla media e lunga distanza. Quindi i potentini, al 22° st., giocavano la carta Franca, il quale al 46°, da un angolo di Emerson, spostato a centrocampo con l'ingresso di Di Somma,ribatteva da due passi imparabilmente in rete, pareggiando i conti in sospeso.

Ma i rossoblù erano alla ricerca della preziosa vittoria ed insistevano nell'offensiva,tant'è che al 48° Longo veniva steso in piena area da uno scomposto intervento di Silvestri; l'intero stadio invocava un sacrosanto rigore che il signor Meraviglia, affatto meravigliandosi, decideva, insieme al 4° uomo, di far proseguire il gioco come se nulla fosse, senza interferire. D'altronde, non è il caso di meravigliarsi, visto che, nell'arco dei 90 minuti, la direzione arbitrale aveva ignorato il gioco duro dei rosso-azzurri e le loro insistite perdite di tempo, senza prendere provvedimenti.In ultima analisi, il pachiderma è sembrato più addomesticabile del previsto e pertanto i leoni sono chiamati dal destino a compiere l'impresa.

di Pasquale Scarano

E' vero che gli ostacoli esistono per essere superati con slancio, dedizione e sofferenza, ma nel caso del match Potenza-Virtus Francavilla, i rossoblu hanno goduto di un elemento che l'Arrigo nazionale evocava come terzo componente indispensabile per la vittoria: tecnica, tattica e..bus de cul.

di Pasquale Scarano

Sembrava un'operazione bancaria quella del Potenza, nel confronto con la Vibonese battuta col minimo scarto, condotta all'insegna del risparmio di energie fisiche e nervose, e di diversi titolari temporaneamente fuori formazione.

I leoni, sornioni, hanno anche lasciato campo agli avversari, incapaci di concludere verso la porta avversaria, ed improvvisamente hanno colpito al 49° 1°t, con chi non te l'aspetti, Bacio terracino, dribbling e palla raso-terra sul 2° palo, servito da un assist al..bacio dello stantuffo Panico. Gli ipponici arzigogolavano con un asfittico possesso-palla senza scoccare nemmeno un vero tiro in zona Ioime; solo qualche cross insidioso ed una sola conclusione sul fondo dell'attaccante Bubas all'inizio del secondo tempo, poi null'altro. Nelle strategie difensive, però, i monteleonesi riuscivano, a parte il goal subito, spesso a farla franca, visto che proprio il centro-avanti non era schierato.

Dall'esame tattico del match emerge l'assetto ultra-offensivo dei rosso-blu consistente nel solito collaudato 3-4-3: Ioime a guardia dei pali, Emerson, Giosa e Sales baluardo difensivo, Matera e Coppola interni addetti alla costruzione del gioco, con Guaita e Panico incursori esterni, ed il trio offensivo Terracino, Murano e Ricci. I rosso-blu calabresi si presentavano con un equilibrato 4-3-2-1 dove Zaccagno era l'estremo difensore, Silvestri e Altobello centrali arretrati, Ciotti e Tito terzini di fascia, quindi Scaccabarozzi, Donnarumma e Rezzi in mezzo al campo, con Melillo e Taurino, non solo interdittori a centrocampo, ma anche trequartisti alle spalle di Bubas unica punta di movimento. La storia del match non lascia nulla da tramandare alla storia, per il gioco alineare, complicato e spezzettato, interrotto da numerosi falli e con gioco prettamente fisico, privo di slanci estetici e qualità di gioco. I leoni si sono sicuramente rivelati più insidiosi degli avversari, pur mancando la lucidità e la brillantezza necessarie per chiudere l'incontro.

L'importanza del risultato e la conquista del 5° posto hanno indotto l'11 di Raffaele a propendere per il rischio 0, con una gestione del match oculata ed intelligente, ( Raffaele passava prudentemente alla difesa a 4) che non ha concesso nulla agli ipponici, ma che obiettivamente non ha prodotto sfracelli in fase offensiva.Ora la parola è ai play-off , con il Rende, osso duro, che si presenterà al Viviani con il suo piglio decisamente combattivo e corsaiolo. Ma attenzione, i bianco-rossi dovranno vedersela con i rientanti Franca, Dettori ed altri elementi di spicco del team rosso-blù.

Per il Rende sarà un difficile confronto ed i tifosi, ricordando lo 0-0 dell'incontro casalingo di andata, attendono il momento del “Re..dde rationem” nei confronti del team calabrese.

di Pasquale Scarano

Nonostante gli sforzi e la gestione della gara avvenuta in maniera saggia ed intelligente, il Potenza, per la 2° volta consecutiva, non è riuscito a raggiungere il successo, contro un Rende arcigno e appiccicaticcio, capace di non far respirare gli avversari, ma inconsistente nelle manovre offensive.

Una brutta gatta da pelare per i rossoblu, che, comunque, hanno controllato il possesso palla, contabilizzando almeno 5 occasioni per segnare, tutte andate in fumo, sia per imprecisione, sia per parate del portiere biancorosso.Un successo dei leoni avrebbe meglio rispecchiato l'andamento del match, nel quale i silani non hanno effettuato alcun tiro in porta degno di tal nome, e pur schierandosi con un teorico 3-4-3, in realtà giostravano, con i cosiddetti esterni d'attacco, per pressare e raddoppiare in fase difensiva, sul portatore di palla avversario. Nello schieramento di mister Modesto, Borsellini era a guardia della porta protetto dalla triade difensiva Germinio, Maddaloni e Sabato (aviglianese purosangue) con Franco ed Awa nella zona pensante, sostenuti sugli outs da Viteritti e Giannotti, mentre in zona offensiva Vivacqua, punta centrale, cercava di far salire la quadra, con Morello e Leveque ali spuntate, incapaci di sostenere il loro terminale offensivo. In sostanza i rennitani riuscivano solamente ad effettuare cross, preda della difesa potentina, collezionando infruttuosi calci d'angolo.

I leoni, manovrando un elastico ed ormai abituale 3-4-3, presentavano Ioime tra i pali, oggi inoperoso, con il pacchetto arretrato composto da Emerson, Giosa e Sales, impeccabili nello smorzare le iniziative avversarie, Dettori, sempre presente nel dettare la manovra in mezzo al campo, con Ricci, invece, nella circostanza un po' appannato; gli incursori, messi a presidiare le corsie esterne, erano Panico e Coppola, quest'ultimo uomo dovunque, presente in fase propositiva e spesso efficace in quella di copertura. In zona d'attacco mister Raffaele confidava nelle capacità balistiche di Longo, Guaita e Genchi, quest'ultimo capace di procurarsi 2 limpide occasioni da rete, ma anche di sbagliarle clamorosamente.Anche Longo e Guaita, punte esterne sempre attive nelle combinazioni d'attacco, non riuscivano a trovare i tempi giusti per colpire implacabilmente i biancorossi.

Si è rivelata,poi, insufficiente anche la capacità di sfruttare i calci da fermo, che costituiscono una vera risorsa per il team del presidente Caiata; Emerson e Dettori, infatti, non hanno mostrato le solite prodezze balistiche, alle quali ci avevano abituati.E' palese il fatto che non si può rinunciare, a cuor leggero, alle doti di sfondatore di Carlos Franca, il cannoniere principe degli uomini di Raffaele, la cui indisponibilità, è inutile negarlo, pesa, eccome, sull'incisività dei frombolieri leonini. Nel frattempo,e nonostante queste contrarietà, il popolo rossoblu festeggia comunque il passaggio del turno, già meditando di ripetere il successo con la Virtus Francavilla, in grado di sbarazzarsi col minimo scarto della Casertana, e contro la quale i lucani dovranno incrociare i guantoni, nel 2° turno dei play-off.

Sicuramente, con il rientro di re Carlos nell'undici titolare, sostanziali sono le percentuali di ripetere il successo del Viviani ottenuto durante la “regular season”, nel quale i leoni colsero un netto successo per 3-1 sui Brindisini. Sicuramente il vecchio saggio pallonaro direbbe che “la palla è rotonda” e che bisogna essere cauti; invece noi vogliamo menzionare un antico adagio che la gradinata degli anni 60”, nella quale il sottoscritto era presente, cantava a squarcia gola: “Olio, petrolio, benzina e minerale, per battere il Potenza ci vuol la nazionale.” Speriamo che tutto corrisponda al vero.

Il Potenza ritorna da Caserta con il quindicesimo pareggio stagionale. Importante perché ora si trova ad un solo punto dal confermare il suo splendido quinto posto; niente male per una debuttante.

La partita con la Casertana non è stata certo esaltante, di occasioni da rete se ne sono viste davvero poche, sia da una parte che dall’altra, in una gara improntata più sul neutralizzare l’avversario che sul cercare di imporre il proprio gioco. Alla fine il pareggio accontenta tutti.

Il Potenza si presenta al “Pinto” con una formazione particolarmente “anomala” nel reparto offensivo, infatti tra i titolari spicca l’assenza di Guaita, quella di França e Coccia (infortunati), ma anche l’assenza di Genchi e Lescano, a cui Raffaele preferisce il rientrante Murano, affiancato da Bacio Terracino e con Ricci a sinistra in una posizione molto avanzata. Ioime ritorna tra i pali. Per il resto: Sales, Sepe, Giosa e l’inossidabile Emerson nel reparto difensivo, per cercare di contenere lo spauracchio Castaldo, Coppola, Piccinni e Dettori, in mediana.

Dopo le prime fasi di studio, all’8° Padovan s’invola sulla sinistra e c’entra in area per Castaldo ma l’attaccante liscia la palla vanificando l’azione.

Al 10° è Bacio Terracino a far tremare i tifosi di casa con un bello stop di destro e un tiro al volo di sinistro dalla distanza che si spegne di poco alla destra della porta difesa da Adamonis.

Poi le acque si placano. Le squadre cominciano a controllarsi in maniera ossessiva, lasciando pochi spazi, tanto che possiamo segnalare solo altre due azioni degne di nota. Al 20° pericolosa punizione di Romano che termina di poco alta e al 34° ancora i campani con Pinna che, dalla sinistra, crossa per Castaldo che non ci arriva per pochi centrimetri.

Poi poco e niente se non una piccola scaramuccia proprio sul finale con l’estrazione di un paio di cartellini gialli da parte dell’arbitro.

Nella ripresa la musica non cambia. Al 54° Murano ci prova da posizione defilata con un tiro facile facile per il portiere. Al 56°, entra Guaita per Ricci e, quattro minuti dopo, Floro Flores prende il posto di De Marco. Ma di azioni davvero pericolose nemmeno l’ombra anche se i giocatori in campo si dannano per trovare qualche varco nelle piazzatissime difese.

Il Potenza cambia il fronte d’attacco, dentro Genchi e Longo per Murano e Bacio Terracino, ma la partita continua a non decollare.

Bisogna aspettare l’80° per vedere rianimarsi la gara. Prima Pascali di testa da buona posizione manda la palla alta sulla traversa e poi Genchi libera con un bel tacco Guaita che calcia da fuori area ma la sfera finisce sul fondo.

Nel finale ancora i rossoblu di casa a rendersi pericolosi con Floro Flores che impegna su calcio di punizione Ioime.

Partita da finale di stagione, poche emozioni anche se intensa nei ritmi. Entrambe le squadre non volevano perdere, da una parte la Casertana alla sua ultima apparizione in casa prima dei play off e dall’altra il Potenza alla ricerca di quel punto che le permette ora di affrontare con maggiore serenità la Vibonese nell’ultima sfida casalinga.

Una X in schedina quasi scontata, ma che lascia per la quinta piazza poche incognite.

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