Il Potenza torna a segnare e a vincere in campionato bissando la vittoria di Reggio Calabria in coppa, adesso deve tornare a vincere anche al Viviani dove, nelle ultime due gare, ha raccolto solo un punto segnando zero gol. Le aspettative adesso sono tante, anche perché sembra che il Potenza in crisi di astinenza di vittorie e di reti sia soltanto un brutto e lontano ricordo. Domenica la prova del nove con la Vibonese, squadra sicuramente non semplice da digerire. I calabresi vengono da cinque risultati utili consecutivi tra cui spicca il 5 a 0 al Catania e il 5 a 1 al Rieti, e anche un ottimo pareggio casalingo con la Ternana.

Squadra capace quindi di grandissime prestazoni con attaccanti in splendida forma, come Bubas, Allegretti, Emmausso e Bernadotto che non sbagliano un colpo. Sarà sicuramente una bella partita quella tra Potenza e Vibonese in programma domenica al Viviani, dove i calabresi non hanno mai vinto nei quattro precedenti fin qui disputati, solo un pareggio nella stagione 2000/01, poi tre sconfitte, l’ultima nella scorsa stagione quando i rossoblu lucani si imposero per una rete a zero proprio nell'ultima giornata di campionato.

Ma vediamo in dettagli i precedenti giocati al Viviani

Potenza Vibonese 99/00 Serie C 3 - 1
Potenza Vibonese 00/01 Serie C 1 - 1
Potenza Vibonese 06/07 Serie C 3 - 0
Potenza Vibonese 18/19 IV Serie 1 - 0

 

                                        

L’allerta meteo lanciata in queste ore sul Centro-Sud non ha spaventato il Potenza. Ad Avellino, più che un tempo da lupi (irpini), si è visto un tempo da leoni (lucani). In effetti è bastato un tempo, il primo, ai rossoblu per chiudere la partita con i biancoverdi padroni di casa, grazie a una gara accorta, senza fronzoli, seguendo la regola del difendere e ripartire, sfruttando la velocità di Viteritti, Murano e Ferri Marini. Insomma, un Potenza che torna a non prendere gol, a segnare e, soprattutto, a vincere, dopo tre giornate di astinenza totale.

In panchina non c’è Raffaele, squalificato, al suo posto il vice Leonetti. Tante le novità in casa Potenza a cominciare dalla casacca classica a strisce rossoblu che non si vedeva ormai da più di due anni. In porta la scelta ricade su Breza; in difesa Sepe,che sostituisce lo squalificato Emerson, si affianca a Giosa e Sales; il centrocampo diventa a cinque con, Viteritti, Silvestri, Coppola, Dettori e Iuliano, che prende il posto di un acciaccato Ricci. In avanti il duo Ferri Marini e Murano.

Capuano risponde con un 3-5-2 più aggressivo con Parisi a supporto delle due punte Albadoro e Charpentier. Ed è proprio l’Avellino che prova a fare la partita ma la difesa potentina è attenta su ogni palla. Al 20° la prima occasione è per i padroni di casa con Albadoro, ottimamente servito da De Marco; l’attaccante calcia quasi dal dischetto del rigore, ma il tiro è centrale e Breza blocca senza troppe difficoltà.

Al 24° occasionissima per l’Avellino. Parisi controlla di petto un rilancio corto di Dettori e calcia al volo, la palla supera Breza ma si stampa sulla traversa, facendo scatenare ancora di più un irrefrenabile Capuano. Appena quattro minuti più tardi il tecnico di Pescopagano avrà pensato di fustigare sulla pubblica piazza tutta la sua difesa, mentre assiste impotente a un liscio da Mai Dire Gol dei centrali irpini che permette a Ferri Marini di involarsi tutto solo in area e segnare con un rasoterra alla sinistra del portiere.

Ma è solo l’inizio del quarto d’ora di bile per mister Capuano che assiste al 36° a un altro errore difensivo; questa volta è il portiere a lasciarsi sfuggire il pallone, partito da un cross di Viteritti, e permettere a Ferri Marini, con un colpo di tacco, di indirizzare in porta, la palla però viene ribattuta sulla linea e finisce sui piedi di Murano che a botta sicura calcia colpendo un difensore, ancora sulla linea, che salva capra e cavoli.

Il gol è solo rimandato di un minuto. Ancora Murano, lanciato da Giosa, prende il tempo a Illanes e si fionda in area di rigore calciando fortissimo sotto l’incrocio dei pali, nulla da fare per Abibi.

Il Potenza potrebbe addirittura triplicare poco dopo, sempre con Murano, che si avventa su un pallone ancora sfuggito all’imbarazzante difesa irpina, ma questa volta il suo tiro finisce sull’esterno della rete.

Nella ripresa Capuano prova a modificare qualcosa nella sua squadra inserendo Karic e Rossetti al posto di Illanes e De Marco e passando al  4-3-1-2.

Al 48°, ci prova Micovschi che raccoglie un rinvio di testa di Silvstri e calcia di prima intenzione da fuori, ma è lo stesso Silvestri a immolarsi e a deviare in angolo.

Al 52°, è Albadoro di testa a indirizzare verso Breza che blocca senza troppi problemi.

L’Avellino ci prova più con i nervi che con le idee, il Potenza, dal canto suo, riesce a chiudere tutti i varchi e lascia pochissime possibilità ai lupi irpini che al 60° reclamano il rigore per un calcione di Sepe a Charpentier che l’aveva anticipato in area, ma l’arbitro lascia proseguire.

Poi i cambi, Coccia, Arcidiacono e Vuletich per Ferri Marini, Coppola e Murano, Alfageme per Albadoro.

L’Avellino continua con i suoi attacchi a testa bassa e il Potenza controlla e riparte ma in maniera poco convinta, sono soprattutto azioni di alleggerimento per tenere la palla lontano dalla propria area e perdere più tempo possibile.

Anche nei cinque minuti di recupero non succede nulla di rilevante e la gara si chiude con la quarta vittoria esterna per il Potenza, la decima senza subire reti e si mantiene stretta la quarta posizione aspettando il tempo giusto per tornare a scalare la vetta del girone.

 

Dalle parti del Granillo la partita di coppa col Potenza, dopo la vittoria al Viviani, probabilmente era considerata poco più di una formalità, una passerella per gli amaranto davanti al pubblico di casa, e invece i rossoblu, impeccabili nel primo tempo e sciuponi e beffardi nel secondo, hanno spento i sogni di gloria dei tifosi reggini proprio sotto la loro curva, dopo che i padroni di casi si erano illusi di poter addirittura vincere una partita che li aveva visti sotto di due reti a zero. Una sorta di doppia vendetta per i lucani dopo la brutta sconfitta casalinga.

Raffaele per l’occasione tira a lucido la formazione di coppa, con Breza in porta, una linea di difesa con Sepe e Silvestri laterali e Di Somma e Emerson centrali, nella mediana Ricci, Iuliano, Coppola e Viteritti, in avanti Arcidiacono e Murano. Il tutto confezionato con la sempiterna casacca grigia colorata dalle due bande orizzontali rossa e blu.

Toscano lascia in panchina un po’ di pezzi da 90, come Denis, Reginaldo e addirittura a casa Corazza, e si affida alla fantasia di Bellomo, alle incursioni di Doumbia e ai tiri da fuori di De Francesco.

Il Potenza gioca in maniera ordinata e attenta, pronto alle ripartenze, ai guizzi improvvisi di Murano e Arcidiacono; ed è proprio Murano all’11° a costruirsi una splendida palla gol con bell'azione personale, rubando il tempo a tutto il centrocampo, infilandosi palla al piede tra le linee, e arrivando a calciare dal limite dell’area quasi indisturbato, ma il suo tiro viene deviato in d’angolo da Farroni in tuffo.

Al 26° Ricci si infortuna e deve lasciare il campo, al suo posto entra Souare.

La Reggina prova a costruire ma il muro rossoblu regge molto bene, gli unici pericoli arrivano dai piedi di De Francesco o con qualche incursione di Doumbia ma i tentativi non inquadrano mai lo specchio della porta lucana.

Al 40° il Potenza passa. Iuliano, appostato a sinistra, controlla di petto un cambio gioco di Viteritti, si accentra e da fuori area fa partire una rasoiata alla destra del portiere amaranto che stavolta non riesce ad arrivare. 1 a 0.

La Reggina subisce il colpo e in pieno recupero il Potenza passa ancora con uno straordinario calcio di punizione dai 35 metri di Emerson. Il suo siluro sbatte sotto la traversa e torna in campo dopo aver oltrepassato la linea di porta di almeno un metro, ma sia l’abitro che il guardalinee non vedono(?) un gol clamoroso e lasciano proseguire l’azione.

Nella ripresa il tema della partita non cambia. I rossoblu attendono e ripartono. Al 54° Arcidiacono, lanciato da un Sepe in forma strepitosa, entra in area tutto solo e insacca il gol del due a zero con un bel diagonale sotto l’incrocio alla sinitra di Farroni.

La Reggina reagisce. Passano tre minuti e Bellomo di testa prolunga per Doumbia che approfittando di un’uscita un po’ avventurosa di Breza mette in porta il gol del 2 a 1.

A questo punto gli allenatori fanno le loro mosse come veri e proprio giocatori di scacchi, Toscano si gioca il tutto per tutto, dentro l’artiglieria pesante, Denis e Reginaldo sfoderando un attacco a 4 da far tremare le vene ai polsi di chiunque; Raffaele risponde con Vuletich e Isgrò al posto di Murano e Arcidiacono.

Il Potenza potrebbe chiuderla al 69° con Viteritti servito in area da Isgrò, ma il numero 2 potentino calcia malamente al lato.

Non sbaglia invece la Reggina. Azione in percussione  di Denis che cede a Doumbia in area, l’attaccante amaranto protegge palla e serve De Francesco che dal limite dell'area spedisce nell'angolo alla destra di Breza. 2 a 2.

Sembra che per il Potenza sia ormai solo questione di minuti per cedere definitivamente le armi, qualcuno prega di arrivare almeno ai rigori, ma questa sera i ragazzi di Raffaele hanno in mente un altro finale. Nuova azione in velicità sull’asse di destra Isgrò – Viteritti che mette in mezzo un pallone teso su cui si fionda di testa Vuletich infilando il gol del 3 a 2.

I restanti 20 minuti (si è giocato fino al 96°) vedono gli amaranto lanciati nel classico assalto all'arma bianca di chi ormai non ha nulla da perdere, ma la difesa potentina regge. Raffaele inserisce a dare una mano anche Giosa e Dettori per Souare e Di Somma. L’ultima occasione è per Bellomo che calcia da posizione angolata sul primo palo, ma Breza è attento.

Finisce 3 a 2 per il Potenza una partita che ha regalato tantissime emozioni e tante soddisfazioni ai lucani. I rossolu eliminano la Reggina dalla Coppa, sono gli unici ad averla battuta, gli unici ad aver espugnato il Granillo e gli unici ad aver segnato 3 gol agli amaranto. Questa volta le mosse di Raffaele hanno dato scacco.

 

Avellino – Potenza è il posticipo di lunedì sera, il cosiddetto Monday Night. Partita sicuramente da non perdere perché si affronteranno due squadre che, nonostante non stiano vivendo un periodo brillantissimo in campionato, restano due delle formazioni più importanti del girone C. Entrambe sono reduci da due sconfitte consecutive, con un Potenza che addirittura non va in rete da tre giornate, ma sia i campani che i lucani sono riusciti a superare il turno di coppa Italia e a riportare nuovamente l’entusiasmo tra i tifosi.

Sulla panchina dei lupi irpini siede una vecchia conoscenza dei rossoblu, l’esuberante Eziolino Capuano, deciso più che mai a riportare in alto lo storico Avellino: nuovo incrocio tra Raffele e il tecnico di Pescopagano, dopo quello della scorsa stagione, quando Capuano era stato chiamato al capezzale del Rieti. Quella volta la spuntò Raffaele con un gol di França all'87°.

Lunedì si giocherà il dodicesimo incontro in campionato tra Avellino e Potenza in casa degli irpini. Cinque le vittorie dei biancoverdi contro una del rossoblu, risalente a ben 57 anni fa, ovvero alla stagione 62/63, quando i lucani si imposero per 2 a 1 grazie ai gol di Lodi e Rosito.

All’epoca non esisteva ancora il Partenio, costruito dal mitico Costantino Rozzi e inaugurato nel 1971, ma si giocava nel campo sportivo di Piazza d’Armi. I rossoblu, quindi, non hanno mai vinto nell’attuale stadio che dal 2011 è dedicato all'ex capitano dell'Avellino, Adriano Lombardi.

 

In tabella le partite giocate tra Avellino e Potenza

Avellino Potenza 46/47 Serie C 7 - 1
Avellino Potenza 48/49 Serie C 2 - 0
Avellino Potenza 53/54 Serie C 4 - 1
Avellino Potenza 62/63 IV Serie 1 - 2
Avellino Potenza 68/69 Serie B 0 - 0
Avellino Potenza 69/70 Serie B 3 - 1
Avellino Potenza 70/71 Serie B 1 - 1
Avellino Potenza 71/72 Serie B 1 - 1
Avellino Potenza 72/73 Serie B 1 - 0
Avellino Potenza 92/93 Serie C2 0 - 0
Avellino Potenza 93/94 Serie C2 2 - 0

 

                                        

di Pasquale Scarano

E' stata una vera disfatta, quella del Potenza, maturata nell'ex fortino Viviani, contro una Reggina tosta, compatta, ben messa in campo, addirittura compassata nella manovra, ma cinica al momento giusto per colpire e tramortire gli avversari, come le grandi squadre sanno fare.

Sull'altra sponda una serata da dimenticare, con la conferma d'una impotenza offensiva, neanche un tiro nello specchio della porta, ed una collaterale fragilità difensiva, dimostrata dalle 6 reti incassate negli ultimi due incontri dalla compagine di Raffaele. Le ragioni della debacle sono molteplici, dovute non solo all'approccio tattico del match, un 3-4-3 troppo offensivo contro un avversario da prendere con le molle, e molto dispendioso per tutti i reparti, soprattutto per gli esterni offensivi (incaricati di offendere e di arretrare in copertura), ma anche al fatto che il team potentino soffre particolarmente gli impegni infrasettimanali, denotando una condizione fisica non ottimale.

I leoni decisamente ammansiti, infatti, si schieravano con Ioime tra i pali, Sales, Giosa ed Emerson nel pacchetto arretrato, Coccia e Panico esterni difensivi, spesso costretti ad inseguire e talvolta in appoggio agli interni Dettori e Ricci, che predicavano nel deserto; per quanto attiene la fase d' attacco, sulle ali erano collocati Isgrò e Ferri Marini, alla ricerca affannosa di palloni imprendibili, ma anch'essi sfuggenti ed inconsistenti, con Vuletich punta centrale, capace solo di infruttuosi anticipi aerei fini a se stessi.
Tutto questo, perchè lo schema consolidato dei rossoblù, consisteva nel solito lancio lungo di Emerson o Giosa verso il fronte offensivo, regolarmente reso inoffensivo dai marcantoni della formazione amaranto, pronti all'anticipo ed alle ripartenze.

I reggini, infatti, presentavano 3-4-1-2, molto equilibrato, con Guarna a guardia della porta, Loiacono, Blondett e Rossi pacchetto difensivo, De Rose e Bianchi motori di ricerca del goal, sostenuti da Rolando e Garufo pendolari sugli outs, con Sounas trequartista, che tatticamente scompaginava le marcature dei leoni, a sostegno dei guastatori Denis e Corazza. Dicevamo prima di Sounas, non perchè abbia combinato granchè, ma, giocando il Potenza senza un centrocampista di copertura, oppure senza il 4° difensore che poteva uscire dalla difesa a contrastare, Sounas costringeva Dettori o Ricci ad arretrare, lasciando libero il centrocampista di turno.

Nel caso di specie, il goal dell'1-0, al 20° del 1° game, realizzato da uno splendido colpo di testa di Corazza in sospensione (Giosa dov'era?) è nato da un'incursione di Loiacono; il difensore metteva in moto Bianchi, liberissimo da marcature e pronto a servire nel mezzo al millimetro, per la conclusione di Corazza. I rossoblù annaspavano e 3 minuti dopo, una sbilenca respinta della difesa, metteva in condizione, il solito Corazza di scagliare una sassata a volo da 25 mt., imprendibile per Ioime, e di realizzare una fantastica doppietta, per notevole qualità tecnica.La prima frazione si concludeva con il doppio vantaggio per gli amaranto che, nel 2° game gestivano tranquillamente il match, con un solo pericolo, al 49°, quando Isgrò s'incuneava al limite dell'area, dove, perdendo l'attimo per concludere, veniva steso implacabilmente dai difensori avversari. La susseguente punizione dai 20 mt. veniva calciata da Emerson in modo inguardabile sul fondo, perdendo, in tal modo l'unica opportunità d'incidere sul match.

Successivamente, Raffaele immetteva Murano, Longo e Viteritti, adottando un tardivo ed opportuno 4-4-2, con Murano e Vuletich attaccanti e Viteritti e Longo esterni di centrocampo, riequilibrando, in tal maniera, l'assetto della squadra. Il Potenza, nonostante la Reggina avesse arretrato il proprio baricentro, non riusciva a rendersi pericoloso; tutt'altro, al 41°, infatti, per uno svarione di Emerson, che di testa serviva involontariamente il neo-entrato Bellomo, gli amaranto realizzavano il goal del triplete, senza scaldarsi più di tanto, ma sempre pericolosi sulle ripartenze, con Reginaldo, rilevatore di Denis, ed il cannoniere Corazza, autore di 11 reti in campionato.

Dopo questa batosta, appare necessario, per lo staff tecnico-societario, una profonda riflessione, sulle ragioni delle negatività, che incidono sul trend della compagine di mister Raffaele, per cercare soluzioni adeguate alle problematiche emerse.

 

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