di Pasquale Scarano

 

Come avvenne nella famosa battaglia di Zama nel 202 A.C., dove Publio Cornelio Scipione, sconfisse in maniera determinante Annibale ed i suoi elefanti, così è similmente accaduto, nelle guerra calcistica tra Potenza e Catania combattuta nel catino del Viviani, dove,Franco Lerda, novello Scipione, ha meritatamente battuto gli elefanti del Catania. Il confronto tra le due squadre è stato durissimo, altamente fisico, ed ha visto gli interpreti del match, combattere su ogni pallone; da un lato i pachidermi, dimostratatisi per tutto il 1° game lenti e compassati nella manovra e privi d'invenzione, autori di standard-cross di facile lettura; dall'altro i leoni, i quali mostravano gioco d'anticipo e velocità d'impostazione, con manovre in verticale, alcune sballate d'un soffio, che mandavano in crisi gli avversari. Le scelte della strategia guerresca adottate da mister Lerda, contemplavano uno schieramento avventuroso adottando un 3-4-1-2 decisamente offensivo, dove Gasparini era tra i pali protetto dal trio difensivo Armini, Monaco ed Hristov, invalicabili su ogni pallone lanciato dagli etnei, e Candellori e Saporiti erano gli stantuffi del centrocampo, spesso con manovre palla a terra, sostenuti dagli esterni Gyamfi e Hadziasmanovic inesauribili nelle loro incursioni e nel pressing altissimo sui portatori di palla; sulla ¾, libero di spaziare Di Grazia era sempre pronto a lavorare di tecnica, al servizio di Asencio e Caturano.

Mister Tabbiani, dal suo canto, presentava anch'egli una composizione offensiva, schierando il 4-3-2-1, con Bethers a guardia della porta, Silvestri e Lorenzini centrali difensivi,spesso in crisi sotto le randellate del trio d'attacco rossoblù; completavano il quartetto i terzini Rapisarda e Mazzotta, incaricati di appoggiare i centrocampisti ed anche con licenza di offendere, compito che hanno svolto con scarsi risultati.Il reparto intermedio composto da Zammarini, uomo dalle pericolose giocate, Quaini, il play e Zanellato, entrambi sostituiti nel corso del match,soffriva le percussioni di Saporiti e Candellori, senza riuscire a costruire una manovra efficace. In zona d'attacco Chiricò e Bocic non erano pronti a mettere in movimento lo spauracchio Sarao, l'unico a dimostrare talvolta qualche vivacità.

Nel 1° game, dopo i primi 10 minuti di vicendevole osservazione i rossoblù pigiavano sull'acceleratore ed il pallone danzava in più occasioni davanti alla porta etnea su cross di Hadziamanovic e Candellori, con muratura per Asencio in una circostanza, tutto dal 12° al 16°. Seguiva gioco spezzettato e decisamente rude, intervallato da sprazzi offensivi dei leoni respinti dai rosso-azzurri, capaci solo al 30° di effettuare una telefonata di Zammarini. I rossoblù replicavano gli attacchi ed al 35° un'invenzione dribblistica in area di Di Grazia, consentiva allo stesso di scodellare il pallone sulla testa di Caturano, pronto a schiacciarla in rete, per il vantaggio del Potenza.3 minuti dopo lo stesso Caturano aveva l'opportunità di raddoppiare, ma la conclusione aerea lasciava a desiderare, tant'è che Asencio era libero al centro dell'area.

Nella 2° frazione di gioco i rosso-azzurri modificavano il proprio assetto inserendo due trequartisti, quali Rocca e Deli, giostrando sempre con 3 attaccanti, dei quali 2 neo-entrati Dubickas e De Luca, insieme alla vecchia guardia Chiricò, schiacciando i leoni nella propria tana, ma senza alcun risultato tangibile.I rossoblù si difendevano furiosamente aiutati anche dall'ingresso di Steffè utile in fase intercettiva ma inservibile in fase realizzativa, come quando al 45° un'assist di Caturano lo metteva in condizione d'infilare la rete a portiere battuto, ma egli scriteriatamente calciava sul fondo. Al contrario gli etnei, con il Potenza che aveva sigillato gli spazi si affidavano a cross ripetitivi, quindi intercettabili dalla difesa leonina, ed a mischie furibonde in area lucana, che non determinavano alcun risultato.In ultima analisi i leoni hanno meritato il successo, imponendo una superiorità tecnico-tattica, potendo, altresì,per le occasioni create, anche conseguire un successo più netto.

 

 

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