di Pasquale Scarano


La storia lascerà ai posteri un ricordo stile anni 60 e70, quando impazzava la flipperite, mania giovanile di partite infinite con una pallina impazzita, che non andava mai per il verso giusto; al contrario, questa volta, la partita di Eziolino è andata per il verso che il tecnico jonico ha vergato sul campo, raggiungendo il successo, in un match nervoso, duro e confusionario (tranne rari momenti) durante il quale si è giocato una vera e propria partita a flipper. La manovra del Potenza si snodava raramente palla a terra, meglio il Taranto del Potenza, ed i rilanci della difesa spesso imprecisi, scavalcavano il centrocampo intasato, per velleitari tentativi di mettere in moto gli attaccanti

. I leoni, infatti, erano sopraffatti dalla fisicità e compattezza dei delfini, imbattibili negli anticipi e spesso in pressing alto sui costruttori di gioco, costringendo i difensori all'impostazione del gioco, con risultati poco esaltanti. Tatticamente, le due formazioni erano schierate a specchio con il 3-5-2: il Potenza presentava Alastra tra i pali, con una rinnovata difesa a 3 composta da Armini, impreciso negli appoggi, Hristov e Verrengia entrambi in difficoltà negli anticipi, e tutti sofferenti sui palloni alti per Cianci e Kanoutè. In mediana Schiattarella doveva fare il play, ma era marcato alto da Zonta e più indietro da Calvano, con grandi difficoltà nel connettersi con Candellori e Saporiti, le altre due mezz'ali. Sugli esterni Gyanfi pativa le iniziative dell'esterno Ferrara, ed Hadziosmanovic sulla sinistra riusciva a contrastare l'altro esterno Mastromonaco e ad effettuare qualche cross interessante. In zona d'attacco Di Grazia e Caturano erano ingabbiati dai difensori avversari, Antonini, Luciani e De Santis e, nonostante innescassero ferocissimi duelli individuali, erano abbandonati a loro stessi. Mister Capuano schierava Vannucchi in porta, protetto dal terzetto già descritto, in mezzo al campo il trio Calvano, Zonta e Romano, che in più di una circostanza riuscivano ad armonizzare e controllare il gioco mandando fuori giri i leoni, ma spesso erano anch'essi vittime della flipperite, con palloni vaganti da una parte all'altra, quasi sempre preda dei delfini, forti nell'appropriarsi delle seconde palle, attraverso la fisicità, compattezza ed occupazione degli spazi.

In zona offensiva Cianci si dimostrava prezioso nel far salire la squadra mentre Kanoutè, autore di due goal, si dimostrava bomber di razza soprattutto al 20°st, nella realizzazione del secondo goal, quando bruciava in una progressione di 50mt. un affannato e disarticolato Armini, autore involontario di un assist incredibile per l'avversario. Degli esterni Mastromonaco e Ferrara si può affermare che la spinta è stata importante, specialmente quella di Ferrara autore, al 2° di gioco, di uno scatto inarrestabile su Gyanfi ed un cross deviato da Cianci e scagliato in rete dall'accorrente Kanoutè (Verrengia aveva perso le coordinate ) per lo 0-1 per il Taranto. Insistevano i delfini ed al 13° tiro di Romano dalla media distanza neutralizzato plasticamente da Alastra.

Chiuse le fonti di gioco dal pressing i leoni si affidano ai difensori con esiti improponibili; la difesa, oltretutto appariva poco registrata, (si è sentita l'assenza di Sbraga) ed ogni volta che gli jonici avanzano trasmetteva la sensazione che stesse per capitolare. Eccezione al quadro descritto è al 22°, quando Caturano sfiorava il palo con un tiro a volo interessante. Poi, improvvisamente al 28° un cross di Hadziosmanovic pescava Saporiti pronto al colpo di testa vincente per il goal del pareggio lucano. Nel 1° game a parte un altro colpo di testa insidioso di Saporiti al 41° ed un'uscita alla disperata di Alastra su Cianci, al 43° sempre su una palla flipperata, non succedeva nulla d'importante, ed il Potenza poteva tirare un sospiro di sollievo.

Nel 2° game nulla d'importante fino all'11° quando in mischia Candellori la buttava in alto tentando di anticipare il portiere e poi al 17°, quando, una conclusione di Cianci, su un' ennesima errata respinta della difesa potentina, sfiorava la seconda rete. Al 20°, poi, l' errore di Armini, che invece di rinviare effettuava un assist per Kanoutè , imprendibile in progressione conclusa con un diagonale sul secondo palo per il goal del successo dei delfini. I leoni tentavano di reagire ed al 27°, un colpo di testa di Caturano colpiva in pieno la traversa e sulla ribattuta Hadziosmanovic metteva incredibilmente fuori. Il match, dopo questi ultimi sussulti, non aveva più nulla da esprimere e terminava con la contestazione dei tifosi, l'espulsione di Caturano, e l'impressione che l'era Lerda sia giunta ormai alla sua conclusione.

 

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