di Pasquale Scarano


La storia tramanda che i tigrotti malesi di Mompracen misero sotto assedio la fortezza britannica di George Town cercando in tutti i modi di farla soccombere, e furono respinti dalla sparuta guarnigione delle guardie, reds, che resistettero ad ogni assalto fino al sopraggiungere dei rinforzi. Nello stesso modo la fortezza dei leoni, nel match contro i tigrotti del Giugliano, ha respinto ogni insidia portata alla rete difesa da uno strepitoso Alastra.

Tra Potenza e Giuliano è stato un match di grande intensità, dove la tenacia e la combattività dei rossoblù hanno consentito di raggiungere un successo insperato, tenuto conto dello show dell'arbitro Gauzolino di Torino che con 6 ammoniti, di entrambe le squadre, e 2 espulsi dei padroni di casa, Asencio e Schiattarella, entrambi per doppia ammonizione, ha fortemente condizionato l'andamento dell'incontro.
Dal punto di vista tattico mister Bertotto schierava la consueta formazione vittoriosa con il Messina, fondata sull'assioma del 4-3-3 dove Russo era tra i pali, con i due centrali Cargnelutti e Caldore, Valdesi ed Oyewale terzini pronti ad attaccare sugli esterni, ma in difficoltà sulle progressioni di Volpe e dell'esterno Burgio; in mezzo al campo il giovanissimo Maselli dettava i tempi di gioco coadiuvato dagli interni De Rosa e Romano, riuscendo ad avere, tranne il primo quarto d'ora, un'alta percentuale di possesso, senza però, essere capaci d'incidere con la punta centrale Salvemini, pericoloso solo in una circostanza e neutralizzato dai difensori dei lucani. Sulle ali Ciuferri e Baldè, per quanto contenuti da Hadziosmanovic e Burgio, si dimostravano più vivaci con inserimenti e cross insidiosi sui quali Alastra in uscita dominava la scena. Mister Marchionni riproponeva anch'egli il solito 3-5-2, con il pacchetto arretrato, imbattibile nella contra-aerea, formato da Hristov, Amini e Verrengia, implacabili negli anticipi e nelle chiusure. Sugli outs grandi intercetti e ripartenze di Hadziosmanovic e Burgiomentre in mezzo al campo Schiattarella e le due mezz'ali Candellori e Castorani, cercavano di costruire manovre efficaci ma soffrivano la fisicità ed il pressing degli avversari, ma riuscendo a sopperire con un grande agonismo al possesso-palla degli avversari. In zona offensiva Asencio, marcatissimo veniva sovrastato dai difensori, mentre Volpe, libero di giostrare ovunque, si rivelava infaticabile nell'interdizione e pericoloso negli ampi spazi del contropiede, dove partive anche con scorribande solitarie.

In tal modo, al 5° del 1° game, il “Giovanni” prendeva palla sulla ¾ si trascinava in dribbling tre difensori, e scagliava un portentoso tiro a giro, che in diagonale s'infilava sul 2° palo della porta difesa da Russo.
Nei minuti successivi leoni non mollavano sull'onda del successo, ma risultavano imprecisi nell'ultimo tocco decisivo in zona assist. Poi, pian piano i campani prendevano il comando del gioco ed al 17° da un perfetto cross di Ciuferri, Salvemini incornava sopra la traversa; stessa sorte un colpo di testa di Cargnelutti al 25°. I leoni reagivano, e Volpe, alla ½ ora, ripartiva con una conclusione all'incrocio deviata in corner. Ma i tigrotti riprendevano le danze ed al 43° Salvemini faceva secco Armini con un dribbling a rientrare e calciava a botta sicura, senza tener conto di un incredibile Alastra fantastico neutralizzatore in un uscita che sventava miracolosamente la minaccia.

In tal modo si concludeva il primo game con il vantaggio dei leoni. Successivamente, nei primi 7 minuti della seconda frazione di gioco, le due espulsioni di Asencio e Schiattarella, consentivano al Giugliano di dominare il gioco, ma in maniera sterile, tranne in due circostanza, al 25°, quando il neo-entrato De Sena, quarto attaccante aggiunto, costringeva Alastra ad un plastico intervento che allontanava il pericolo e l'altro neo-entrato il difensore Scogliamiglio metteva fuori di un'amen. Poi null'altro per i tigrotti assedianti, con i leoni costretti solo a difendersi (con palloni-fantasma e corrida tra le panchine), nonostante i 7 minuti di recupero concessi dal mitico signor Gauzolino. Terminava , così, in gloria per i rosso-blù, con una vittoria che ricompattava spogliatoio, tecnico e pubblico scatenato negli incitamenti ai propri eroi.

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